mercoledì 7 dicembre 2016

Mai 'na gioia #1

L'anello che chiedevo a Babbo Natale tempo fa (qualche post fa) non è più disponibile sul sito.
Dunque, caro Babbo Natale, dovrai ripiegare sull'apparecchio a luce pulsata.
Ho "ripiegato" su questa robetta qua:

D-light Pro



martedì 6 dicembre 2016

Riflessioni strane sulla violenza sulle donne

Oggi, leggendo questo post qua, mi è capitato di rifletterci.
Non che questo argomento non mi abbia mai toccato o che mi serva un post per rifletterci, ma ora che ho due figlie femmine, cerco di non pensare ai futuri scenari che si prospettano insistentemente ai miei occhi.
Premesso che per me la violenza fisica e non, sono sullo stesso piano, con la differenza che, quella fisica, puoi benissimo dimostrarla e denunciarla mentre quella verbale e psicologica no; premesso che anche che noi donne, spesso e volentieri, ci lasciamo andare a forme di violenza velata, mi è venuta una tristezza interiore assurda.



Le mie bimbe dovranno affrontare tante cose.
Anche io a mio tempo ne ho affrontate e, nonostante tutto, sono stata più o meno fortunata.
Prendendo spunto dal post che ho letto, per esempio, basta pensare alla differenza di pensiero sui peli superflui ed io, che ho nuotato tanti anni, mi ci sono sempre scontrata a tal punto di dovermi radere con la lametta fin da quando avevo 16 anni per poter andare a fare allenamenti e gare senza vergogna.
Per non parlare del pudore che si doveva tenere nel periodo di mestruazioni, erano innominabili e per evitare che si notassero, siccome da "piccole"  non usavamo assorbenti interni per paura di (non so cosa), il segreto era stare in acqua il più possibile e ridurre al minimo le uscite e, se qualche "maschio" si accorgeva del fattaccio, diventavi la zimbella del momento.
A Cesena ho dovuto incominciare a ragionare e a parlare sguaiata come un maschio, non che fosse obbligatorio, ma se volevo una tacita accettazione della mia persona, dovevo scendere al loro livello.
A Bologna non mi sentivo sicura ad uscire se non con una nutrita compagnia di persone o al massimo con un uomo, ma da sola, mai, assolutamente mai.
Li noti certi sguardi, quasi che ti spogliano con gli occhi, anche se indossi la mise più neutra di questo mondo e poi gli apprezzamenti che quasi suonano come una minaccia o quei finti inciampi nei punti sbagliati.
Dopo un anno ero già tornata a casa.
Tutt'ora, volente o nolente, ne subisco.
Che per un uomo, ma anche per una donna, alcuni comportamenti sono assodati e ritenuti normali, non ci si pensa che in realtà non siamo obbligate a subire certe cose, ma il più del volte, in realtà si cerca di soprassedere per non creare confusione.
Per esempio col mio ritorno al lavoro, ma anche prima di andare in maternità, sono soggetta ad attenzioni e complimenti non richiesti, che non gradisco (e non è la stessa persona prima e dopo) e nonostante tutto, l'altro non comprende il mio fastidio, non accetta che io non accetti un complimento.
Nell'era digitale ho la fortuna di bloccare certe cose prima che scaturiscano in altro e così ho fatto e spero di aver risolto il problema, ma già il fatto di dover fare un'azione per poter star bene, è comunque una limitazione al mio essere.
Anche solo l'aver paura di esprimere un pensiero o una parola, anch'essa nasconde violenza.
Anche il fatto che noi stesse chiamiamo "Troia" una ragazza che, magari, si fa notare.
L'altra sera, in compagnia di amici, si parlava della cameriera che era un po' "puttana", per carità io non la conosco, ma questo termine è usato un po' troppo a sproposito, alle volte si usa perché chi lo dice è gelosa o invidiosa dell'altra e cerca di screditarla in quel modo lì; altre volte si usa perché i comportamenti dell'una sono un po' troppo sopra le righe, altre volte perché magari, in gioventù, si sia divertita.
Fatto sta che se la cameriera, fosse stato un cameriere, probabilmente non avrebbe avuto tutta questa attenzione e, anche se fosse stato un "puttano", l'appellativo che avrei sentito usare è "quello è stato un grande da giovane"!
Io mi ci fermerei a riflettere un pochino su queste cose, mi auguro che le mie figlie non debbano mai fare certe esperienze ma che, se dovessero, le facciano consapevoli del fatto che la violenza va punita sempre.
Qui ritorna il discorso del bimbo che da uno schiaffo alla bimba e la mamma sdrammatizza con "si vede che ti vuole bene eh!"
Non esiste proprio, l'educazione passa in primis da noi genitori!


lunedì 5 dicembre 2016

Ancora cambiamenti

Quest'anno per le bimbe non dev'essere facile per niente, come, del resto, non lo è nemmeno per noi.
Il primo scoglio è stato il cambio di asilo (dal nido a quello dei "grandi"), meno maestre, più bambini e quindi meno coccole.
Poi lo spannolinamento che, comunque, non va malaccio ma potrebbe andare anche molto meglio, anzi a dire il vero non so proprio come va al di fuori di casa perché ho notato che quando siamo a casa di amici, anche Ilaria si rifiuta di fare la cacca nel bagno ma vorrebbe farla sul pannolino, salvo poi arrivare al compromesso (e fa tutto da sola) di aspettare di arrivare a casa e farla sul wc.
I prossimi cambiamenti sono uno scatto ulteriore alla confusione che hanno in testa fino ad ora.
Prima della varicella, andare all'asilo era un divertimento assoluto, mai viste delle bimbe così felici di andare a scuola, dopo la varicella non capisco che cosa è cambiato, ma Sofia è terrorizzata, ogni mattina compreso sabato e domenica si sveglia e la prima cosa che mi chiede è se andremo all'asilo.
Mi dice che ha paura, dice che c'è un bimbo che la fa arrabbiare, ma questo bimbo è con lei solo nel pomeriggio, quindi non capisco quanto può essere realmente un problema.
Questa mattina abbiamo completato le pratiche per l'autobus che, inizialmente, avevamo rifiutato perché sembrava che in qualche modo sarei riuscita a prendere maternità e ferie e per ritirarle io, invece poi per come si sono evolute le cose non è più possibile.
E così dal 12 ritorneranno col pulmino, le porterò io e torneranno col coso giallo come peppa, ma non sono affatto contente, mai 'na gioia.



Non solo ma ad aspettarle a casa non ci sarà la mamma, ma la baby sitter, anche se per fare le cose un po' più indolore, per due settimane ci saremo sia io che la baby sitter, poi da gennaio solo lei.
Mi piange il cuore doverle stravolgere così, ma del resto, più o meno, chi ha un lavoro normale, ha dovuto passare questa situazione qua.
Le ipotesi alternative di mio moroso, arrivate, a dire il vero, un po' tardine, erano: o che lui, parlando in ditta, evitava la pausa pranzo e la posticipava dalle 15.45 alle 17.45, oppure di cercare di fare i salti mortali per andarle a prendere di persona e poi portarle alla baby sitter.
Il primo caso, ammesso e non concesso, che i soci fossero d'accordo, era impraticabile in partenza, perché io per essere a casa alle 17.45 devo fare tipo corsa clandestina e comunque, nel caso dovessi fermarmi di più, sarebbe un problema, non solo ma questa ipotesi dava per scontato che i miei venissero almeno una volta a settimana sempre e i suoi pure. La seconda ipotesi è impraticabile perché io sono dell'idea che le bimbe, una volta decisa una strada, occorre cercare di stabilizzare per quel verso, no che una volta le va a prendere papà, una volta la baby sitter, una volta i nonni.
Pulmino sia, non sono le sole e non saranno le ultime.
Certo, in un mondo perfetto, sarebbe bello mantenere il part-time e buonanotte al secchio ma ciò non è possibile.
Dunque ho appena speso 240 euro in pulmino per poi utilizzarlo soltanto per il ritorno. L'andata è improponibile visto che passerebbe alle 8.50 e io alle 8.30 devo già essere in ufficio.

giovedì 24 novembre 2016

Prova del 9 altro spannolinamento

Mi son scordata di raccontare che ho provato a togliere il pannolino anche ad Ilaria.
Ero partita sull'onda dell'entusiasmo dopo che, Sofia, nonostante i suoi 40 di febbre, la notte si è svegliata dicendomi che doveva fare pipì (anche se si era un po' bagnata le mutandine).
Allora ho pensato "se la tata con tanta febbre si accorge della pipì, posso essere fiduciosa anche con Ilaria!"
La preparo, le dico che avremmo provato senza pannolino come con Sofia, che avrebbe dovuto chiamarmi se le scappava, annuiva, mi faceva le carezze e per me era una sicurezza.

Invece no.

Ilaria è una gran testa calda. Quella notte mi ha chiamato Sofia chiedendomi di mettermi un po' vicino a lei, tocco Ilaria per scrupolo.. un disastro!
Letto matrimoniale da cambiare, quindi tolgo il lenzuolo ad angoli sopra, tolgo le due traversine (su 9) bagnate et voilà sotto pronto un altro letto con tanto di lenzuolo ad angoli e traversine.
Cambio Ilaria, le metto il pannolino e ci mettiamo a dormire.
La mattina seguente le chiedo se aveva sentito arrivare la pipì, risposta affermativa, le chiedo per quale motivo non mi avesse chiamato, risposta lapidaria "mamma, tu avevi altro da fare!"
Tesoro mio, la mamma stava dormendo, ma mi svegli tante volte per l'acqua o le carezze, non potevi svegliarmi per la pipì "no, dormivi e quindi avevi altro da fare".

Ecco

lunedì 21 novembre 2016

40

Ieri la malatina ha avuto febbre molto alta, ha toccato quasi i 40, nonostante tutto, alla vista dell'uovo Kinder, sembrava una spensierata bambinetta.
Io con quella febbre sarei rimasta in catalessi una settimana.
Di contro è diventata una mammona incredibile, a discapito della gelosia di Ilaria.
Quasi tutta la classe è a casa per la varicella, segno che tutti stavano incubando da due settimane.
La pediatra dice che la febbre è una complicazione della varicella e dovrei fare l'antibiotico, ma ormai oggi finisco l'antivirale e vediamo come va domani.
Poi speriamo di riprendere con un ritmo normale.
Intanto Ilaria, almeno oggi, non ha fatto nessuna storia nonostante fosse alla scuolina da sola!

venerdì 18 novembre 2016

Varicella #2

Sono una mamma degenere, ma sono stata "istigata" per metà.
Giovedì, dopo la pipì mattutina di Sofia, vado per farle il bidè e mi dice che le fa male, ci dò poco peso e faccio più piano, lei insiste.
Vado a vedere e trovo una papula.
Sono quasi certa che è varicella e, siccome la pediatra mi disse di darle l'antivirale entro le 24 ore successive, ho fatto una foto ed ho chiesto conferma a lei.
Mi ha risposto che dalla foto non si capisce bene e che sarebbe per attendere altre 24 ore perché non le sembrava varicella.
Siccome dovevo portare la pupa all'asilo, le ho comunque dato l'antivirale e l'ho spedita all'asilo.
Mi è dispiaciuto un sacco anche se, alle volte, si fa fatica a fare diversamente: io avevo una visita in mattinata e Ilaria era da mia suocera, non so, ma io non riesco ancora organizzarmi a fronte di un imprevisto.
La fortuna è che mio moroso si sia sentito male: imbarazzo di stomaco e così ha deciso di tornarsene a casa e andare a prendere Sofia, in questo modo abbiamo potuto continuare la cura con l'antivirale.
Al mio ritorno aveva la febbre.
Oggi Sofia si è cosparsa di bugnetti ulteriori, ieri avevo temuto di aver sbagliato a non fidarmi della pediatra, ma poi mi sono detta che, una volta nella vita, devo fidarmi del mio istinto.
Ilaria lunedì tornerà all'asilo, ma per oggi ne ho spedita una da una nonna e l'altra dall'altra.

Altra cosa di cui vado molto fiera è il fatto di aver tolto il pannolino a Sofia, nonostante pure il moroso remasse contro. Per lui andava messo ancora per qualche mese.
Sofia questa notte mi ha dato ragione.
Si è addormentata sfinita tra le mie braccia alle 20, ero certa che non avrebbe trattenuto la pipì fino al mattino seguente, ma ho voluto darle fiducia e lasciarla senza pannolino.
Mi sono alzata due tre volte questa notte per controllare il letto e nulla, finché, alle 4.50 ha iniziato a chiamare il suo papino (ha capito che la mamma ama dormire) dicendogli che doveva fare la pipì.
Che soddisfazione!
Nonostante stesse male, con la febbre, ha comunque fatto il suo dovere da signorina.
Troppo fiera della mia pupa e del mio istinto ancora una volta!


mercoledì 16 novembre 2016

Pronti, via!

Ho raccolto tutto il mio coraggio e, dopo essere riuscita a far fare la pipì a Sofia poco prima di addormentarsi, ho preso una decisione tutta mia: l'ho messa a dormire senza pannolino.
Non ho chiesto al moroso, che di suo era più titubante, ed ho deciso di metterla a dormire con le mutandine.
Esperimento, al momento, riuscito!
Anche Ilaria sarebbe pronta, ma lei è una testa calda, anzi caldissima. Si sveglia male cinque giorni su sette e non c'è verso di farla ragionare e ieri, per esempio, proprio mentre la tiravo su dal letto e l'ho presa in braccio, ho sentito il calore nel pannolino, segno che faceva la pipì in quel momento sapendo che, una volta arrivata di sotto, glielo avrei tolto.
Per lei deciderò più avanti, rischio di incacchiarmi troppo.
Se anche questa andasse, rimarrebbe solo da togliere sto malefico pannolino durante la cacca, chissà cosa le spaventerà, tra l'altro una volta fatta pretendono che dal pannolino la faccia "tuffare" in acqua nel water per poi tirar giù l'acqua...